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Piante officinali
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Silene alba-Silene vulgaris

Silene alba (Mill.) Krause

Famiglia: Caryophyllaceae
Sinonimi: Lychnis alba Miller, Melandryum pratense Roehling, Melandryum album Garcke, Melandryum vespertinum Fries.
Nomi volgari: silene bianca, orecchiella, orecchietta, boccon di pecora.

Etimologia: il nome del genere deriva da Sileno, accompagnatore ebbro di Bacco, dal ventre rigonfio come il calice di queste piante, il nome specifico indica il colore del fiore.

Morfologia:

pianta perenne, di aspetto erbaceo, ascendente, fusto ramificato, viscoso-glanduloso; alta fino a 80 cm.
Le foglie lanceolate, opposte, lungamente villose sono spesso accompagnate da un fascetto di foglie più piccole.
Specie dioica con fiori solitari che si aprono la sera, impollinati da farfalle crepuscolari; hanno calice rigonfio, tubuloso, bruno-rossastro, peloso e 5 petali bianchi, bilobati.
I frutti sono capsule piriformi, deiscenti, con molti semi.

Distribuzione – habitat – fioritura:
pianta di provenienza eurasiatica, in Italia è comune in tutto il territorio, la si può trovare nei coltivi, sui detriti, negli incolti ai margini delle strade e aree antropizzate. Ama il caldo e i terreni ricchi di sostanze azotate. Fiorisce da maggio a ottobre sino a 1.300 m.

Proprietà ed usi:

con le giovani foglie si possono preparare ottime zuppe, oppure si possono consumare bollite e saltate in padella.
L’intera pianta viene utilizzata nella preparazione della “minestrella” , zuppa antica e poverissima composta da 27 erbe che viene solitamente accompagnata da focaccette di granoturco.

Note:
specie simile Silene latifoglia che si distingue per il calice caratterizzato da denti acuminati, anziché ottusi e per i petali soffusi di rosa.

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Silene vulgaris (Moench) Garcke
(Silene infilata ( Salisb.)Sm.; Silene venosa (Gilib.) Asch.; Silene cucubalus Wibel)

Nomi volgari: Bubbolini, Strigoli, Silene rigonfia, Erba del cucco, Schioppetti, Spizzoli, Stridi, Cavoli della comare, Sonaglini.

Forma biologica: H scap (Emicriptofite scapose: piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allugato, spesso privo di foglie).

Descrizione: Pianta perenne, dall’aspetto erbaceo, ascendente, molto variabile. Generalmente glabra, di colore glauco, ha fusti eretti e ramificati, raggiunge i 70 cm di altezza; ha un robusto apparato radicale rizomatoso e base lignificata.
Le foglie sono lineari-lanceolate, le inferiori quasi sessili, le superiori prive di picciolo, opposte ai nodi, verde-glauco, carnosette.
I fiori sono bianchi riuniti in infiorescenze pendule su peduncoli flessuosi, hanno petali profondamente lobati. Il calice giallastro ha evidenti nervature violacee longitudinali è rigonfio e simile a un palloncino, permane dopo l'appassimento dei petali formando un involucro parziale o completo attorno alla capsula.
I frutti sono capsule sferiche o ovoidali deiscenti in alto, contengono molti semi.

Antesi: Marzo –Agosto

Tipo corologico: Paleotemp. (Eurasiatiche in senso lato, che ricompaiono anche nel nord Africa).

Distribuzione in Italia: è pianta comune, presente in tutto il territorio, isole comprese.

Habitat: incolti, prati, ghiaie, ama i terreni calcarei e ricchi di azoto; da 0 a
2800 m.

Note di sistematica: La specie presenta una grande variabilità di caratteri: esistono numerose sottospecie, molto simili fra loro, si differenziano infatti per il portamento, per le foglie galabre o pelose, dentellate o cigliate.

Etimologia: il nome del genere deriva da Sileno, accompagnatore di Bacco, dal ventre rigonfio come il calice della pianta.

Proprietà ed utilizzi: I germogli, raccolti prima dell’antesi, sono una tenera verdura con sapore dolce e delicato: è fra le erbe più ricercate ed usate in cucina.
È buona mellifera, la radice contiene saponine.
Utilizzata per torte salate, per frittate, come condimento per la pasta, nei risotti, come ripieno per farcire ravioli, in insalata. Nella zona di Cesi di Serravalle del Chienti, viene usata per preparare un caratteristico strudel che si consuma il giorno dell’Ascensione.
Molto ricercata dal bestiame, è un ottimo foraggio.

Curiosità: Il fiore con il calice a palloncino risulta di difficile accesso per gli insetti che sono alla ricerca del nettare, alcuni calabroni con uno stratagemma simpaticissimo, bucano il fiore alla base del calice, riuscendo in questo modo ad estrarre il nettare. I suoi fiori restano aperti anche alla sera e sono impollinati dalle farfalle notturne.
Da qualche tempo una casa sementiera ha messo sul mercato i semi della Silene vulgaris, permettendone in questo modo la coltivazione.