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La fitoterapia moderna è una branca della terapia farmacologica che utilizza molecole biologicamente attive, così come si trovano all’interno delle matrici vegetali o dopo diverse procedure di estrazione e di concentrazione. E’ questa la più importante differenza rispetto alla terapia convenzionale farmacologica che utilizza molecole attive (quindi farmaci) in forma pura.
Si può dire che a livello concettuale non c’è differenza su come agiscono farmaci di origine naturale e quelli ottenuti per sintesi.
Facciamo un esempio :
per ottenere lo stesso risultato, cioè alleviare l’emicrania, è possibile percorrere due diverse vie :
percorso naturale:
Salice (corteccia) |
Salicina |
Ac.acetilsalicilico |
Stop al dolore |
percorso di sintesi:
Aspirina
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Ac.acetilsalicilico |
Stop al dolore
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Usando l’aspirina si ottiene direttamente nel plasma acido acetilsalicilico; con l’uso della corteccia di salice il livello di principio attivo è più basso ma dura più a lungo e gli effetti collaterali sono sicuramente minori.
Per millenni le piante sono state l’unico strumento terapeutico disponibile per l’uomo.
Il loro lungo uso ha permesso di acquisire un patrimonio di esperienze tali da cui oggi la fitoterapia moderna può attingere.
I fitoterapici sono tendenzialmente più blandi dei farmaci di sintesi quindi richiedono trattamenti più lunghi (anche di alcuni mesi) e soprattutto costanti prima di mostrare il loro effetto che però dura spesso più a lungo, ma questo non deve preoccupare presentando minori effetti collaterali.
Ogni pianta è un mondo a sé: alcune possono essere utilizzate in toto, di altre si possono usare solo specifiche parti (es. Borago officinalis è consentito l’uso dei soli semi).
Queste differenze implicano un approccio diverso quando si deve decidere quando e come impiegare un prodotto fitoterapico.
Ecco quindi l’importanza di avvalersi della competenza di un terapeuta o del consiglio di un farmacista.
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